Gorpcore: chi si veste come un escursionista in città.
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Salomon x Comme des Garçons, Gucci x The North Face, Arc'teryx x Jil Sander, la collezione “La Montagne” di Jacquemus: l’industria della moda ha voluto piantare la propria “cima di vetta” sul punto più alto dell’immaginaria montagna del Gorpcore.

L’evoluzione del “Good Old Raisins and Peanuts” Style.

L’ascesa dello stile Gorpcore è stata l’ennesima naturale evoluzione dell’abbigliamento nato per lo sport, preso in prestito dal lifestyle.

Effettivamente, era da qualche anno – più precisamente dagli inizi del 2000 con lo Skate – che il mondo della moda non attingeva dallo stile sportivo per ri-innovare il suo archivio, rimescolare le carte e concepire un nuovo design; come è accaduto con il tennis, il basket, il calcio  – solo per citarne alcuni.

“Improvvisamente”, ci siamo ritrovati le città invase da piumini voluminosi, hiking sneakers, tessuti e dettagli tecnici su pants, giacche e felpe, senza saper dare un nome a questo trend prepotentemente dilagante.

Per fortuna, ci ha pensato la rivista americana “The Cut”, che nel 2017 ha definito questa specifica estetica “Gorpcore”: un tipo di abbigliamento performativo nato per le escursioni in montagna, indossato in città.

Il termine Gorpcore – a sua volta  –  deriva da “Good Old Raisins and Peanuts”: un’espressione gergale utilizzata da chi pratica l’arrampicata in montagna per definire il “Trail Mix”, ovvero uno sneak a base di muesli, frutta secca, noci, bacche da consumare durante le escursioni, più “core” suffisso utilizzato per definire una tendenza, un modo di essere.

Al di là dell’abbigliamento estremamente comodo e funzionale, il Gorpcore è riuscito ad identificarsi come un trend nato e diffusosi tra brand di nicchia, per poi approdare nelle maison della moda e sulle loro passerelle.

Il Gorpcore è uno stile autentico: questa è la sua incomputabile forza.

Dal punto di vista del design, attinge dall’utility wear e dall’outdoor garment; ma ciò che contraddistingue profondamente questo stile non è dato dall’estetica, quanto dall’esperienza.

Il Gorpcore è legato al senso liberatorio del riscoprire i grandi spazi in natura, all’avventura, ai silenzi rigenerativi, in contrapposizione al caos di città: questo linguaggio è stato il fondamentale ingrediente di brand come Nike ACG, The North Face, Patagonia, Salomon, Arc’teryx, Fjällräven, White Mountaineering.

Nike ACG, però, merita un discorso a parte rispetto agli altri brand nati per l’escursionismo.

La linea outdoor Nike “All Conditions Gear” esiste ufficialmente dal 1989, e ha vissuto un momento techwear dal 2014 al 2018 sotto al guida di Errolson Hugh già designer di Acronym, il brand pioniere del techwear.

Le sue collezioni erano tra le più innovative concepite da Nike, ben più avanti – sia per estetica che per materiali innovativi – rispetto a quasi tutto il mercato del tempo. Il brand può essere classificato Gorpcore solo a partire dal 2018 in poi, quando è tornata a produrre capi ispirati direttamente alle origini della linea ACG.

Il Gorpcore in passerella.

Salomon x Comme des Garçons, Gucci x The North Face, Arc’teryx x Jil Sander, la collezione “La Montagne” di Jacquemus: l’industria della moda ha voluto piantare la propria “cima di vetta” sul punto più alto dell’immaginaria montagna del Gorpcore.

Ma come siamo passati dal trekking in montagna agli asfalti di città, fino alle passerelle della Fashion Week?

Il 2017 è stato l’anno del passaggio decisivo da movimento a moda, dove sono state poste le basi lessicali del trend ed è stato tracciato il percorso sulla mappa per arrivare nel punto più alto: la Fashion Week di Parigi.

Alla sfilata Nike Future Sport Forum della Parigi Fashion Week del 2020 ci sono Virgil Abloh e Drake, seduti l’uno accanto all’altro in prima fila, mentre indossano la stessa giacca: una shell Camouflage Arc’teryx Leaf.

Qualche giorno dopo, arriva il “colpo di grazia”: lo stesso Abloh presenta la collezione Off-White, composta da particolarissimi abiti metà giacca shell Arc’teryx metà abito in tulle, indossati meravigliosamente da Bella Hadid.

Da questo momento in poi, il Gorpcore entra a far parte con tutto il suo garment tecnico nella cultura pop, trasformando in coolness ciò che un tempo era considerato da outsider, soprattutto scardinando uno dei principi fondamentali sui quali si è sempre –  tacitamente – basata l’industria della moda: la comodità non può andare di pari passo con l’eleganza.

“Nel design la sfida costante è nell’equilibrio tra comodità e lusso, tra praticità e fascino”

Donna Karan

Con il Gorpcore la narrativa della moda è decisamente cambiata. Per fortuna.

 

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