Perché la Street Culture sembra ossessionata dai Teddy Bears?
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Il Teddy si è radicato profondamente nella cultura Street, sopravvivendo da almeno tre decenni a trend e mode, diventando un simbolo della cultura pop, che (ri)torna sempre.

Il simbolo dell’orsacchiotto è radicato nella cultura Steetwear, ti sei mai chiesto il perché?

Dai Teddy Bear della Lo Life Culture ai Bearbricks, fino ad arrivare alle iconiche cover degli album di Kanye West, alle più recenti collaborazioni con Grateful Dead. I riferimenti agli orsi, nella Street Culture, sono ovunque: esiste addirittura una piattaforma nel metaverso dove puoi creare e personalizzare il tuo bear streetwear: @streetwearbearsclub.

Il “Bear” non è l’unico animale stilizzato o illustrato diventato famoso nella cultura Streetwear, basti pensare alla “Scimmia” di A Bathing Ape, ripresa anche da adidas per gli avatar del Metaverso; ma il Teddy si è radicato profondamente come uno Status Symbol, sopravvivendo da almeno tre decenni e diventando un simbolo della cultura pop, che (ri)torna sempre.

Il nome nasce nel 1902, in onore del 26° Presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt che, partecipando a una battuta di caccia all’orso nel Mississippi, si rifiutò di uccidere un orso catturato da alcuni cacciatori del suo gruppo, ritenendo fosse un azione “antisportiva”.

L’incidente suscitò l’attenzione nazionale e fu oggetto di vignette politiche con protagonisti “Teddy” – nome con cui era comunemente chiamato Roosvelt – e “l’orso”.

Ispirati dalla vignetta, un negoziante di New York di nome Morris Michtom e sua moglie Rose realizzarono un orso di stoffa impagliato e lo esposero in vetrina con un cartello: “L’orso di Teddy”.

Dopo aver ricevuto il permesso dal Presidente Roosevelt di chiamare la loro creazione con il suo nome, i Mictom avviarono un’azienda che produceva orsacchiotti, facendo la loro fortuna.

La versione inglese, Paddington, è un personaggio letterario per bambini, apparso per la prima volta nel 1958,  abbigliato con abiti sartoriali o impermeabile e cappello; simboli di eleganza e gentilezza, tipici dell’atteggiamento inglese.

Photo: Fragment x Steiff Bear

L’iconico orso Teddy – e la sua elegante versione inglese Paddington – è stato ripreso per la prima volta  da Ralph Lauren, per molti considerato il “padrino della moda americana”.

L’intento di Lauren era quello di esprimere attraverso un personaggio elegante e rassicurante, l’elevato status sociale di chi indossava i suoi capi, originariamente indirizzati ai giocatori e ai fan del Polo.

La linea Polo Ralph Lauren non solo ha costruito un impero finanziario attorno al personaggio del Teddy, ha soprattutto contribuito alla nascita di una delle tendenze americane più impattanti nella storia del costume: l’estetica Lo Life.

Il Teddy, da giocattolo infantile e simbolo di romanticismo, viene trasformato in un simbolo di lusso e opulenza. Compare su tee, maglioni di filo, felpe: ciò che la comunità nera di NY stava aspettando da tempo, per dimostrare di essersi arricchita, aver fatto soldi.

Lo stile Lo Life viene adottato in modo religioso dalla comunità nera e Hip Hop di NY e l’orsacchiotto diventa un segno imprescindibile di questo stile.

Ben presto, sulla scia della fama di Polo Ralph Lauren, altri ripropongono il Teddy  oppure creando versioni brandizzati del peluche: per tutti gli anni ’90 assistiamo più o meno a varie rappresentazioni dell’orsetto, alcune riuscite, altre meno.

Arrivano gli anni 2000 e un brand Giapponese di Toy da collezioneMedicom Toy (che curiosamente ricorda Mictom, il brand inventore del Teddy Bear), sintetizza l’immagine dell’orso rendendolo ultra minimale, creando un giocattolo per adulti che diventerà iconico: il Be@rbrick.

L’esclusività del Bea@brick è data dalle collaborazioni con designer, artisti e stilisti di tutto il mondo, i quali si cimentano nel trasformare o meglio creare il proprio “orso”; l’azienda, dal suo canto, produce una serie limitata per ogni collaborazione, aumentando la “febbre” di conquista da parte dei collezionisti e – ovviamente – accrescerne l’Hype.

Proprio come Il Teddy per la cultura Lo Life, il Bearbricks diventa uno status Symbol e parte integrante della Steet Culture: un altro orso che ha conquistato la scena, senza perdere ma l’appeal.

Dagli anni 2000 in poi, i riferimenti al bear si sprecano: viene creata la versione di Murakami somigliante a Kanye West e diventa il protagonista della copertina dell’album “Graduation”; lo stesso Kanye lo abbiglierà con giacca balzer e jeans per l’album Late Registration del 2004, e ancora nel 2005 sulla copertina di Late Registration.

Kanye West dà il “colpo di grazia” alla “Bear Culture”, rendendola  – se possibile – ancora più cool.

John Undercover rende il dolce orsacchiotto sinistro e poco rassicurante: un’interpretazione personale del Rich Terry Bear di Lauren. La collezione diventa iconica, compiacendo anche le anime più “dark”, che non si sentono a proprio agio nell’indossare un sorridente Teddy sulla T-Shirt.

Nel 2018 Supreme realizza “Supreme Steiff” in collaborazione con Steiff, produttore di peluche di fama mondiale.

L’orsacchiotto è dotato di un accessorio molto importante: l’iconica felpa grigia con logo Supreme. Si scatena la febbre dell’oro da parte di collezionisti e reseller: ancora una volta il Teddy si imprime nella cultura pop come un simbolo sociale di ricchezza ed esclusività.

Arriviamo a una delle collaborazioni più ricercate degli ultimi tempi: Nike SB X Grateful Dead, nata con l’iconica jam band di San Francisco. Le sneakers presentano un design unico, ispirato alla quarta di copertina di ‘History of the Grateful Dead, Volume One Bear’s Choice, originariamente pubblicato nel 1973.

Il teddy Bear qui si moltiplica, diventando una simpatica compagnia di orsi che danzano in cerchio, dai colori psichedelici di rimando all’LSD.

Grateful Dead collabora con i colossi dello streetwear come Levi’s, Chinatown Market, Crocks, Stance, Nike e i suoi ironici orsetti colorati compaiono ovunque, rafforzando il rapporto inossidabile tra Streetwear e Bears.

Ripercorrendo il percorso che ha portato il Teddy Bear ad imprimersi nella cultura Pop e Steetwear, possiamo convenzionalmente tracciare come momento iniziatico gli anni ’90, con la nascita dello stile Lo Life di Polo Ralph Lauren; simbolo che è stato rielaborato – decennio dopo decennio – e che ha rafforzato la sua immagine nella cultura di massa

In Foto: adidas JS Bear Jeremy Scott, Gucci Knit Teddy Bear Sweater, Travis Scott Astroworld Teddy Bear T-Shirt, Supreme x Louis Vuitton Bear, Palm Angel Varsity Jacket, Undercover x Medicom Toy Bear

Il Teddy Bear sopravvive a trend e mode in quanto è indissolubilmente legato ad un certo tipo di agiatezza e ostentazione ancorata all’estetica “Bling-Bling” della scena Hip Hop.

E’ un personaggio universalmente riconoscibile e – cosa più importante – naturalmente associato alla Community Street Culture: indossarlo è uno Statement, una tacita e discreta dichiarazione che suona più o meno con: “posso permettermelo, dunque ce l’ho fatta”.

Quale sarà l’evoluzione in futuro del nostro vecchio amico?

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