Tutte le volte che Spike Lee è stato un pioniere dello Streetwear.
Facebook
Twitter
LinkedIn

Date

Il regista è sempre particolarmente attento allo stile e alle tendenze: presta un'attenzione meticolosa ai costumi dei suoi personaggi, così come al suo look personale, da cui emerge un'evidente ossessione per la Sneaker Culture e lo Streetwear.

Lee ha anticipato, almeno Vent’anni fa, alcune delle tendenze di moda oggi. Scopri subito quali!

Produttore, regista, scrittore, attore, attivista, Sneakerhead.

Qualsiasi titolo o appellativo cerchi di definirlo, sarà sempre riduttivo: Spike Lee è un artista eclettico, versatile, che crea lungometraggi provocatori, toccando temi delicati come l’odio razziale, la politica, la violenza tra gang con la disinvoltura di una lama bollente che affonda nel burro.

Ha iniziato la sua carriera all’età di 20, girando pellicole amatoriali nel suo quartiere, Brooklyn; arrivando al successo nel 1986 con il suo primo film per il cinema: “She’s Gotta Have It”, girato in due settimane e costato 175.000 dollari, ha incassato più di 7 milioni di dollari al botteghino (un record assoluto).

Nel suo primo lavoro cinematografico affronta a muso duro, e in modo ironico, l’ossessione per le sneakers e lo streetwear da parte dei “nuovi ricchi” di NY; la gentrificazione di alcuni quartieri rivalutati secondo le spietate leggi di mercato; la difficile convivenza tra etnie che dividono lo stesso lembo di strada.

Sia davanti che dietro a una cinepresa, Spike Lee si mostra sempre particolarmente attento allo stile e alle tendenze: cura minuziosamente i costumi dei suoi personaggi, che devono essere sempre impeccabili ed esprimere in modo esplicativo la loro personalità attraverso gli abiti (e le scarpe) che indossano; sia per quanto riguarda il suo look personale, da cui emerge un’evidente ossessione per la Sneaker Culture e lo Streetwear. In alcuni suoi momenti pubblici ha letteralmente anticipato le tendenze di almeno vent’anni.

Li abbiamo raccolti in 5 punti salienti: Scopri subito quali sono!

Il Cap New Era dei NY Yankees di colore Rosso.

Lee è un fan sfegatato del Basket, segue i New York Knicks da quando era bambino e ama alla follia il Baseball, tifando ovviamente per i Yankees.

E’ proprio in occasione di una partita della NFL nel 1996, che il regista dà prova di essere un pioniere assoluto dello streetwear del prossimo futuro. Desidera abbinare la sua nuova giacca in pile viola e rossa a uno dei suoi cap New Era, (fornitore ufficiale di tutti i cappellini da gioco della MLB e della NFL), ma all’epoca il brand produceva solo Cap Blue Navy.

Decide così di chiamare Chris Koch – CEO di New Era – per chiedergli un’edizione speciale e personalizzata dell’iconico cappellino con il ricamo NY in rilievo: deve essere rosso. Koch tentenna, poi cede: chiederà l’autorizzazione per produrre una gamma di colori diversi, come il verde, il giallo e ovviamente rosso, per offrire al regista la possibilità di poterli abbinare sempre ai suoi outfit.

Durante la finale degli Yankees ad Atlanta, nel 1996, Lee indosserà il suo cap preferito rosso scarlatto, e inconsapevolmente aprirà una nuova direzione commerciale al brand: una gamma sconfinata di colori da cui scegliere.

 

Il Colbacco di pelliccia

L’abbiamo visto diverse volte indossato da Tyler, the Creator, associato ai suoi outfit preppy. In realtà, il primo a sdoganare il colbacco di pelliccia (vera o eco che sia), abbinato a look streetwear è stato Spike Lee, durante la partita finale dei New York Knicks, al Madison Square Garden nel 1987.

Da quel momento, a ogni match, Lee ha regalato outfit stravaganti e indimenticabili, abbinando voluminosi colbacchi dai colori sgargianti, come arancione, rosso o giallo, alle Jersey dei Knicks.

 

L’Afro Streetwear

In “Do the Right Thing”, Spike Lee ha aperto la strada a diversi trend, uno di questi è il coloratissimo stile afro-streetwear: stampe dal pattern afro e schema cromatico della bandiera panafricana, ovvero nera, rossa e verde, applicati su giacche varsity (di cultura americana), T-Shirt e shorts.

L’estetica è stata di ispirazione a Nike per la creazione della collezione “Jungle Forever” del 1993, che includeva, oltre a una giacca bomber con le maniche in pelle e la grafica africana, anche le prime Nike Air Raid della storia del brand.

.

Le Sneakers Ibrido: Jordan Spiz’ike.

Abbiamo già parlato della passione di Lee per l’NBA e i NY Knicks; nonostante ciò, il regista non ha mai nascosto la sua stima e l’amicizia che lo lega al grande MJ (seppur giocatore della squadra avversaria dei Chicago Bulls), sempre presente nei suoi film e in diversi spot pubblicitari.

Nel 2006 questa amicizia si è trasformata in una silhouette speciale Jordan, che consisteva in un mash-up di svariati modelli del brand: le 3, 4, 5, 6, le 9 e le 20. Poiché il nuovo modello doveva sugellare e celebrare la lunga stima tra i due, è stato chiamato Spiz’Ike: un ibrido tra Spike e Mike.

Le Spiz’ike presentava una midsole e un’outsole delle AJ III, il wing stap delle AJ IV, tomaia e ferma lacci delle V e la linguetta delle VI.

Così nel 2006, per celebrare la lunga relazione tra il Jumpman e il regista, sono state lanciate le Jordan Spiz’ike, un mashup tra svariate silhouette del brand: III, IV, V, VI, IX e XX.

Il modello OG del 2006, era caratterizzato da una tomaia bianca e rossa con dettagli neri e outsole verde, mentre sul tallone e sulla punta era stato posizionato l’iconico pattern Elephant Skin.

Le nuove generazioni di collezionisti apprezzarono moltissimo il nuovo ibrido, che per molti versi, è stato il primo ad avvicinare la sneakers culture all’haute couture, come avverrà solo diversi anni dopo con le prime collaborazioni tra maison di moda e brand sportswear.

Lo Stile Daddy in vacanza

Oggi è di tendenza indossare camicie vintage a maniche corte e dai pattern hawaiani, coloratissime e sgancianti, magari abbinate a Sneakers OG. Ma quando l’ha fatto Spike Lee, in pieni anni ’80, questo look era considerato out-of-fashion: il tipico modo di vestire dei papà in vacanza, rilassati e non curanti dello stile. Grazie a Spike Lee, è diventato una tendenza disimpegnata e cool.

 

Ti è piaciuto questo editoriale?
Seguici e commenta su @blackboxstore_com

More
articles

Join
Pluriverse

Subscribe to our newsletter

© Pluriverse 2024
Registered office: Via Romaniello 21/B, Napoli (NA), Italy | N. REA: NA 823189
Privacy