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Jeremy Scott lascia Moschino: 10 anni d’Amore e Follia.
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"Ci sono alcuni che entrano in una casa di moda e fanno a pezzi tutto per ricominciare da zero. Altri invece provano a vedere cosa stava cercando di dire chi in quella casa ci viveva, iniziando così un dialogo per vedere se si riesce a proporre qualcosa di nuovo. Questo è quello che ho fatot quando sono arrivato da Moschino. Lui aveva capito qualcosa in cui credo anch'io: è tutto un gioco, in cui non ci si deve prendere troppo sul serio" Jeremy Scott.

Jeremy Scott annuncia ufficialmente che lascerà il suo ruolo come direttore creativo della Maison Moschino, un viaggio iniziato alla fine del 2013.

Dieci anni che hanno contribuito a rinvigorire l’immagine e le sorti del marchio italiano; la notizia lascia tanti interrogativi sul futuro del designer, della Maison di Franco Moschino e sulle ragioni che lo hanno spinto a prendere questa drastica decisione.

Jeremy Scott ha descritto il suo ormai ex incarico come “una meravigliosa celebrazione della creatività e dell’immaginazione”, accennando a progetti futuri, sui quali non ha rivelato null’altro. Dieci anni fa, entra a far parte della casa di moda italiana succedendo a Rossella Jardini, raccogliendo un’eredità non semplice: la designer, infatti, stava portando alta la fiaccola intrapresa da Franco Moschino, di cui Scott, con il suo gioco e la sua ironia, ha saputo coglierne l’umorismo e la leggerezza, ri-portando il marchio in alto alle vendite del Gruppo Aeffe.

Moschino Spring-Summer 2021 pluriverse

Il mercato ha reagito all’uscita di Scott con sorprendente approvazione, facendo salire le azioni della società madre del 3,05% per chiudere a 1,15 euro alla Borsa Italiana. Una decisione figlia dei tempi, dunque, fatto di passaggi e trasformazioni epocali che stanno colpendo il mondo della moda. Già da qualche tempo, i grandi marchi stanno cambiando pelle, per adattarsi alle logiche di mercato, in un settore prettamente incentato sulle vendite e che mette al di sopra di tutto, la richiesta dei clienti.

Consumatori che, in una fase in cui si riscoprono il minimalismo, la pulizia di linee e la sartorialità, potrebbero volere qualcosa di diverso, meno sgargiante e più chic. Come ha commentato Massimo Ferretti, presidente del gruppo Aeffe: “il marchio deve trasformarsi, essere meno giocoso e più chic, più sottile, magari qualcuno che abbia competenze di couture”.

Da questa dichiarazione si evince che il matrimonio artistico andato avanti fino a ora, non ha più la stessa visione d’insieme; Jeremy Scott resta un visionario, fortemente ispirato dalla Pop Art Americana e il brand, ora, va ripulito dalla sua estetica Gamecore, per abbracciare qualcosa di forse più spendibile, sicuramente più omologato a tutti gli altri grandi colossi della moda.

Che Scott non abbia ascoltato il pubblico a favore del proprio estro creativo? Probabile. Ciò non toglie che il suo lavoro verrà ricordato come il più stravagante e audace degli ultimi anni.

In questo editoriale faremo un veloce viaggio della sua carriera in Moschino, attraverso le collezioni più indimenticabili di sempre.

Le collezioni di Moschino più stravaganti disegnate da Jeremy Scott.

Moschino Ready-to-Wear F/W14 Collection

La prima collezione del designer americano si è ispirata ad alcune delle icone Made in US più riconoscibili del mondo – tra cui McDonald’s – ma anche Spongebob, e alcuni prodotti di largo consumo, come la carta della barretta al cioccolato Hershey’s; abiti couture come uniforme del fast food, compresa la pochette-porzione di patatine con il famigerato logo rosso e giallo.

Moschino Ready-to-Wear SS2015 Collection

L’anno successivo, Scott punta ad un’altra icona americana: Barbie. Un’orda di modelle di rosa e bianco vestite hanno sfilato in passerella con parrucche cotonate color biondo platino, rossetto fuxia e tacchi vertiginosi.

Moschino Ready-to-Wear SS2018 Collection

La collezione SS18 è stata dedicata alla gioia e ai colori variegati dei fiori: una modella ha sfilato nei panni di un bouquet, con tanto di cellophane e fiocco.

Moschino Ready-to-Wear SS2018 Collection. Pluriverse

Moschino Ready-to-Wear SS20 Collection

La collezione primavera estate 2020 è stata dedicata a Picasso e alle sue Muse: da Arlecchino alla ragazza con il Mandolino, le modelle hanno interpretato i protagonisti delle tele dell’artista spagnolo più famoso al mondo, giocando con la bidimensionalità.

Moschino Ready-to-Wear SS21 Collection

Durante uno dei momenti più bui per l’industria della moda e del mondo, l’emergenza Covid19, Jeremy Scott si è inventato una sfilata popolata solo da burattini, come nel film “Essere John Malkovich”.

Moschino Ready-to-Wear SS21 Collection. Pluriverse

Le modelle burattine hanno sfilato in capi di abbigliamento couture, in una sala elegante, dove in prima fila campeggiano Anna Wintour e il suo iconico caschetto, Karl Lagerfield, influencer e celebrities.

“La cosa migliore che potessi fare per tutti coloro che sono stressati per la pandemia, i disordini sociali e il futuro è stata quella di fare il dono della fantasia e di allontanarci da tutto questo per qualche minuto; lasciateci godere di questo nostro piccolo mondo di moda”. Ha dichiarato Scott.

Moschino Ready-to-Wear SS23 Collection

Ironizzando sul modo di dire dei nostri giorni “stare a galla”, per la SS23 Scott ha fatto scendere in campo gonfiabili, giocattoli da piscina, zattere da salvataggio e salvagenti che prendono forma su abiti da sera, abbigliamento da giorno raffinato e su accessori di grande impatto grafico.

Un’esempio di Copiousness pool couture che risollevava simbolicamente dalla pesantezza dei tempi.

“Ci sono alcuni che entrano in una casa di moda e fanno a pezzi tutto per ricominciare da zero.

Altri invece provano a vedere cosa stava cercando di dire chi in quella casa ci viveva, iniziando così un dialogo per vedere se si riesce a proporre qualcosa di nuovo.

Questo è quello che ho fatot quando sono arrivato da Moschino.

Lui aveva capito qualcosa in cui credo anch’io: è tutto un gioco, in cui non ci si deve prendere troppo sul serio”

Quale collezione disegnata da Jeremy Scott hai amato di più?

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