BAPE: 5 Primati del brand che ha definito lo Streetwear.
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'A Bathing Ape in Lukewarm Water" è un termine usato per descrivere qualcuno che rimane a lungo in una situazione per inerzia, finché l'acqua non diventa completamente fredda. Un riferimento sarcastico alla stessa gioventù iper-consumistica che in seguito avrebbe costituito lo zoccolo duro di BAPE, quasi come un'ironia del destino.

A Bathing Ape festeggia il 28esimo Anniversario: celebriamo il mitico brand con alcune curiosità che lo riguardano.

“La scimmia pensa, la scimmia fa” – è il caso di dire – se si parla di A Bathing Ape.

In 28 anni, la mitica scimmia BAPE – nata a Shibuya nel 1993 dal genio creativo Nigo – ha pensato e fatto tante di quelle cose che a raccontarle tutte non basterebbero tre editoriali.

Invece, preferiamo concentrarci su alcune curiosità – che forse ancora non sai – sul lifestyle brand e il genio creativo dietro di lui, che ha dato vita all’autentico Streetwear Giapponese.

1) E’ stato il pioniere dello Streetwear Giapponese.

Le radici di BAPE partono da Ura-Harajuku dei primi anni ’90, che insieme ad Undercover, Fragment, Neighborhood, Hysteric Glamour e Sk8thing hanno contribuito a far nascere la scena Streetwear Giapponese.

Dopo alcuni anni come stylist per Popeye, Nigo apre il suo store “Nowhere” con Jun Takahashi: in una dei locali del negozio realizza stampe di grafiche su T-Shirt.

Il mitico logo trae ispirazione dal cult americano “Il pianeta delle Scimmie” del 1968, unito però alla cultura giapponese con l’idioma “A Bathing Ape” ovvero “Una scimmia che fa il bagno in acqua tiepida”. L’espressione è usata per descrivere qualcuno che si adagia a lungo in una situazione per inerzia, fino a quando l’acqua non diventa del tutto fredda.

Un riferimento sarcastico alla stessa gioventù iper consumista che avrebbe poi costituito lo zoccolo duro del suo marchio, quasi per un’ironia della sorte.

2) Ha dato origine alla cultura Hypebeast.

Le ragioni fondamentali che hanno generato l’Hype di BAPE partono da una ragione finanziaria e organizzativa.

Nigo inizia la sua attività con un budget limitato, e questo si traduce in una piccola produzione di circa 50 Tee a settimana.

Il designer non ama neanche immaginare che BAPE venga indossata da tutti: nella sua idea, il marchio non deve snaturare la propria natura “Underground”.

Nel 1998 BAPE viene rivenduto in circa 40 punti vendita in tutto il Giappone, ed è a quel punto che Nigo decide di cancellare tutti gli ordini dei suoi rivenditori, annullando anche tutte le operazioni di vendita all’ingrosso e concentrando la distribuzione del marchio solo ed esclusivamente nella sua sede principale a Tokyo.

Questa mossa si riviela davvero vincente, generando una “corsa all’oro” di un qualsiasi capo A Bathing Ape. Le vendite superano i livelli storici: nasce così la formula principale dello Streetwear tra clamore, ricercatezza e scarsità.

Tutto ciò che amiamo e odiamo dello Streetwear e dell’Hypebeast.

3) E’ stato il primo brand Streetwear indossato da un Rapper.

Nel 1996 Notorious B.I.G. aveva un programma un servizio fotografico con il mitico Shawn Mortensen. Durante lo Shooting, Biggie rimase colpito dalla giacca di Shawn, una BAPE con pattern camo, chiededo di poterla indossare per uno scatto.

Quando tentò di infilarla, la giacca di Shawn non era abbastanza grande per Biggie Small, così optò per metterla sulle spalle; in seguito allo scatto, Biggie chiese al fotografo chi l’avesse disegnata, perchè ne voleva una per sé.

Dopo aver ottenuto il contatto di BAPE, Notorious B.I.G. contattò Nigo: era così felice di averlo tra i suoi clienti che decise di creare dei pezzi esclusivamente per lui, personalizzati 1 su 1, visto che le taglie prodotte all’epoca arrivavano alla Extra Large, size ancora troppo piccola per le circonferenze Biggie Small.

Purtroppo, quando i pezzi personalizzati furono pronti e spediti a New York, Biggie era già morto e non poté mai indossarli.

Qualche anno dopo nel 2002, Nigo e Shawn Mortensen organizzarono una mostra fotografica presso la galleria BAPE in Giappone intitolata “It’s My Life… Or It Seemed Like A Good Idea At The Time”.

C’erano esposti gli scatti di Shawn, tra cui quella con Biggie che indossava la famosa giacca BAPE.  Con quella leggendaria foto sono state prodotte 50 T-Shirt bianche BAPE e vendute in quantità estremamente limitate: 10 per ogni taglia, dalla XS alla X Small-Xtra Large, la taglia che Nigo creò esclusivamente per B.I.G.

4) BAPE inventato la felpa con il cappuccio full zip.

La felpa con il cappuccio Shark è probabilmente uno dei capi più iconici di A Bathing Ape e della storia dello Streetwer in generale, senza esagerazione.

La nascita della Shark Hoodie risale al 2004, quando BAPE è all’apice del suo successo; il design stravagante e i dettagli bizzarri, contribuiscono a creare l’idea che il brand offra qualcosa che non si può trovare altrove: una miscela esplosiva per gli Hypebeast.

Il caratteristico disegno dello squalo è in realtà prende ispirazione dai “musi” degli aerei militari da combattimento oppure degli scafi delle navi guerra.

La particolarità della zip che chiude il cappuccio in modo integrale è, invece, una caratteristica piuttosto anomala per il periodo, che ha aperto la strada al design delle Hoody del futuro.

Quando vedrai una giacca o una felpa con questo tipo di cappuccio, adesso saprai che l’ha inventata Nigo.

5) E’ il primo brand ad aver fatto dissing a se stesso.

Nigo è stato il primo – e l’ultimo – ad aver fondato un brand, averlo venduto, creato un altro e criticato con un dissing quello precedente.

E’ ciò che più o meno è accaduto quando Tomaki Nagao insieme all’amico grafico SK8THING – dopo una maratona de “The Planet of the Apes” – hanno avuto l’intuizione di creare un marchio con il logo di una scimmia stilizzata.

Il brand, da fenomeno di nicchia, diviene – a suo malgrado – un prodotto di massa e questo portò Nigo a vendere il 90% delle quote alla multinazionale di Hong Kong I.T., fino al completo disfacimento del contratto nel 2013, che portò Nigo al definitivo abbandono del marchio da lui creato.

Nel 2014 il designer decide quindi di fondare un altro brand, questa volta incentrato più sui valori umani: abbandonati i riferimenti militari, Nigo si concentra sull’estetica americana del dopoguerra. Nasce così Human Made.

Nigo raggiunge un picco di inarrivabile genialità nel 1999, quando produce una T-Shirt super limitata con una scena del film “1999: Conquista della Terra” in cui compare un cartello di protesta con su scritto “Go Human Not Ape”: un’allusione brillante di come le scimmie siano state schiavizzate dagli umani, affermando da un lato la supremazia di HUMAN MADE, dall’altro, il declassamento di BAPE che, trattandosi sempre di una sua creatura, è come un auto-dissing.

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