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MF Doom: il rapper preferito del tuo rapper preferito.
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Sì, MF DOOM è il rapper preferito del tuo rapper preferito. O più precisamente, è il tipo di rapper che il tuo rapper preferito avrebbe davvero voluto essere.

L’incredibile impatto di Daniel Dumile sull’industria musicale moderna.

Non esiste una reale motivazione del perché Daniel Dumile – nato a Londra ma trasferitosi con i genitori a NY da adolescente – decide di non prendere mai la cittadinanza americana, restando suddito di sua maestà la Regina d’Inghilterra fino alla fine dei suoi giorni. Che nonostante il fermento della cultura Hip Hop di New della fine degli anni ’80, non si lascia mai travolgere completamente dalla scena americana, anzi, sviluppa un sentimento respingente.

E non esiste neanche una reale motivazione al perché ha deciso di improntare tutta la sua carriera musicale intorno ad una maschera di metallo, in stile gladiatore e, nel 2009, cambiare definitivamente il suo nome da MF Doom in MF DOOM.

MF, sta per Metal Face o Metal Fingers, nickname con il quale ha prodotto quasi tutti i suoi Special Herbs; invece DOOM fa riferimento al cattivo Dr. Doom, nomignolo dato dalla madre quando Daniel era bambino.

Daniel ha cercato di avvolgere la sua figura in un alone di mistero sin dai suoi esordi, esibendosi con una maschera anche nel primissimo open mic al Nuyorican Poets Café a Manhattan, luogo del suo formale debutto nel mondo Rap.

Ed è leggenda, o forse realtà, che il caro MF mandasse ad esibirsi al posto suo qualcun altro, opportunatamente camuffato dalla maschera iconica e da tutti i relativi trucchi per risultare quanto più simile all’originale, con esiti catastrofici quando la beffa veniva scoperta.

Schivo e riservato fino all’inverosimile, un tipo così avrebbe dovuto intraprendere una carriera solitaria, dietro a qualche apparecchiatura a produrre musica in una stanza buia, e soprattutto lontano dalla gente, vista la sua nota sociopatia.

Invece, fortunatamente per noi, MF DOOM ha scritto, musicato e soprattutto espresso in barre tra i versi più belli dell’ Hip Hop anni 90 e oltre.

Non ha mai nascosto, tuttavia, la sua repulsione nei confronti del pubblico, dello stare sotto i riflettori e delle interviste; secondo alcuni ha inventato di sana pianta la paura di volare, in modo da eludere ogni possibilità di spostamento, ma considerando che i suoi rientri nella natia Inghilterra sono sempre frequenti e documentati, la cosa risultava difficilmente credibile.

Nel 1991 l’allora Zev Love X (primo nome di MF) rilascia il primo disco in assoluto insieme al fratello DJ Subroc e Rodan, sotto il moniker K.M.D. Kausing Much Damaging.

Nel 1993 lavorano al loro secondo disco, che ha già tutta l’aria di essere qualcosa di memorabile.

I presupposti per un sohomore album con il botto ci sono davvero tutti, e sarebbe certamente stato così se non fosse accaduta la tragedia il 23 aprile 1993. Uscendo dallo studio di registrazione per ultimare gli ultimi beat, Dj Subroc viene investito da un’auto sulla Long Island Expressway, morendo sul colpo.

Come se non bastasse, l’etichetta Elektra si rifiuta di pubblicare il disco, a causa del suo titolo “Black Bastards” e per la copertina, dove campeggia uno schiavo impiccato. Il tutto viene  considerato “troppo” per l’America conservatrice post Rodney King.

Il lavoro discografico verrà ripreso e pubblicato solo nel 1998, data che segna il formale ritorno sulla scena newyorkese di MF DOOM, dopo anni di silenzio.

L’imprevista e prematura morte del fratello fanno sprofondare Daniel in una depressione apparentemente senza via d’uscita; fino a quando, sul finire dei ’90, l’artista fa la conoscenza di un promettente rapper di Manhattan, Percy Carey – meglio conosciuto come MF Grimm.

I due hanno una tragedia in comune: anche il fratello di Percy è morto durante una sparatoria; mentre lui se l’è “cavata” con uno stato comatoso durato mesi e una sedia a rotelle a vita.

MF Grimm mette in piedi la crew “Monsta Island Czars”, della quale fa parte anche Daniel Dumile, e pubblica il primo album, con un singolo che spopola dappertutto “Escape from MI”: il successo è tale che negli ambienti Rap di NY si vocifera si tratti di un alter ego del Wu Tang Clan.

Dopo il disco, il M.I.C si sgretola lentamente, fino a non lasciar traccia – o quasi. Frattanto MF DOOM pubblica il suo Doomsville, prodotto proprio da MF Grimm.

Il 2003 è considerato l’anno che ha segnato un punto importante della sua produzione musicale: quasi contemporaneamente al progetto M.I.C. con il nome di King Geedorah, Dumile presenta il suo alter ego da rapper solista: Viktor Vaughn, gioco di parole con Viktor Von Doom, il vero nome del Dr. Doom.

Dietro Viktor c’è un vero e proprio concept, non solo la voglia di separare l’attività di Rapper da quella di Producer: il suo album di esordio “Vaudeville Villain” è un lavoro introspettivo, scuro, di denuncia.

Tra il 2002 e il 2005 pubblica la bellezza di tredici album con altri fantasiosi pseudonimi e con il nome di origine MF DOOM, alcuni da solista, altri in collaborazione. Una di queste collab è considerata un capolavoro: il lavoro a quattro mani realizzato con Madlib, con il nome di Madvillain.

Nel 2009 MF rilascia quello che sarà il suo ultimo disco da solista: “Born Like This”, storpiando il titolo di una poesia di Charles Bukowski; l’album esce in sordina e resta quasi ignorato dagli addetti ai lavori, ma è un vero e proprio capolavoro.

Da questo momento in poi, di Daniel quasi si perdono le tracce: dalle già rarissime interviste rilasciate durante il suo momento d’oro, si chiude definitivamente in un eremitaggio senza via d’uscita. Inizia ad investire nei giovani, producendo mixtape ad artisti come Joey Bada$$, scoprendo nuovi talenti, forgiando diamanti grezzi dei ghetti di NY.

Un artista che non si è mai piegato alle regole non scritte del mainstream musicale, che è rimasto fedelmente ancorato al suo stile, al suo modo di vivere e di pensare, in modo coerente.

MF DOOM resta il nome di punta di un’industria indipendente di cui purtroppo s’è persa traccia, che ha sempre rifuggito qualsiasi compromesso con le tendenze del momento, senza campagne di lancio milionarie, né features da milioni di dollari, per non parlare di tutto il meccanismo – spesso malato – che si cela dietro ai social.

Sì, MF DOOM è il rapper preferito del tuo rapper preferito. O più precisamente, è il tipo di rapper che il tuo rapper preferito avrebbe voluto davvero essere.

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