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Jess Kohl, l’artista che fotografa le comunità trans del mondo
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Attraverso i suoi scatti, Jess fa emergere la profonda comprensione e l'immensa sensibilità che prova nei confronti dei soggetti rappresentati. Senza giudizio, cerca di amplificare le voci di chi non è mai stato ascoltato, attraverso scatti poetici. Talvolta provocatori.

Il poetico Visual Storytelling delle Queer Indiane e dei Femmenielli di Scampia

Jess Kohl, classe 1991 – è una regista e fotografa inglese, il cui lavoro si concentra principalmente sulle sottoculture considerate ai margini della società.

Il suo stile è cinematografico, crudo, intimo.

Attraverso i suoi scatti, Jess fa emergere la profonda comprensione e l’immensa sensibilità che prova nei confronti dei soggetti rappresentati. Senza giudizio, cerca di amplificare le voci di chi non è mai stato ascoltato, attraverso scatti poetici. Talvolta provocatori.

Il suo talento l’ha portata naturalmente a lavorare su progetti commerciali, video musicali e brand globali come Nike, Google, Tinder, On Running e Speedo, è stata pluripremiata in tutto il mondo e nominata al One World Media Award.

Ha raccontato la “guerra alla droga” dei ghetti filippini, seguito diversi gruppi di skinheads in Malesia, documentato la vita delle Queer in India e a Napoli.

In particolare, ci concentreremo su questi ultimi due lavori per le celebrazioni del Pride Month: “Nirvana: il più grande raduno di donne transgender in Asia” e “Queens of Scampia: la comunità transgender di Napoli”

Nirvana, 2018

In India, le donne trans, hijra o queer sono considerate un cattivo presagio e portatrici di sventure: rinnegate dalle famiglie d’origine, sono costrette a una vita di prostituzione o accattonaggio.

Questi individui vengono chiamati “pessimi uomini”, in quanto non possono (o non vogliono) compiere le funzioni sociali sulle quali si basa la società Indiana: sposarsi, procreare, lavorare e tramandare le tradizioni alle nuove generazioni.

Nonostante la ghettizzazione e le castranti regole sociali, per diciotto giorni all’anno, il piccolo villaggio di Villipurgam nel Tamil Nadu si trasforma in “Koovagam”: il più grande raduno di donne transgender dell’Asia.

Jess ha seguito due trans che hanno preso parte al raduno: dalla preparazione, all’emozionante incontro con la loro comunità: Aliyah Kahn e Chintu Dolly.

“Nirvana”, il libro fotografico nato da questo progetto, è un racconto fatto di colori, empatia e dolcezza infinita, in cui Jess si immedesima e si immerge nella comunità LGBTQ+ indiana.

Queens of Scampia, 2019

L’anno seguente, Jess ha documentato la comunità dei “Femmenielli” di  Scampia – quartiere periferico a Nord di Napoli.

Qui, la fotografa inglese ha potuto raccogliere le testimonianze e rappresentare lo speciale esempio di fluidità di gender che vive attraverso la tradizione napoletana, da centinaia di anni.

I Trans si chiamano “Femmenielli”, ovvero una combinazione di Femmina più – ello, suffisso maschile.

Proprio come in Thailandia dove esistono i Kathoey o terzo sesso, i femmenielli vengono onorati dalla cultura napoletana, come un fenomeno folkloristico da preservare e difendere.

Non solo. Secondo l’antica tradizione, sono portatori di fortuna e occupano una posizione privilegiata nella società, anche all’interno dell’osservante religione cattolica.

In “Queens of Scampia” Jeff racconta il modo in cui questa comunità si aiuta a vicenda, vive in armonia con il quartiere e si affida ad un profondo senso di appartenenza.

E’ Femminiell’ sono attivi ovunque: dallo spettacolo popolare, alle “tombole scostumate” che si svolgono nei bassi dei quartieri in giro per la città; li puoi incontrare al mercato, intente a vendere pesce, frutta e verdura o con il “Bancariello” delle sigarette di contrabbando.

Popolano le strade di Napoli con ciglia finte, vestiti attillati e tacchi a spillo, si uniscono in ufficiosi riti matrimoniali, legittimati e festeggiati calorosamente dal popolo del quartiere.

Il lavoro di Jess Kohl ha un incredibile potere antropologico; il valore aggiunto è dato dalla componente umana ed emotiva che lei infonde in ogni suo scatto.

Ogni materiale diventa un momento di riflessione profonda sui ruoli sociali che siamo chiamati a rappresentare e sulla delicatezza delle emozioni umane.

 

TESTO: Manuela Palma

TUTTI I DIRITTI A www.jesskohl.com

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