Da Lil Miquela alle Virtual Influencer del Metaverso
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In pochi mesi, Lil Miquela è diventata virale e famosa in tutto il mondo: esperimento riuscito.

Era il 2018 quando abbiamo fatto la conoscenza di Lil Miquela

la prima IT Girl virtuale configurata attraverso fotografie e rendering, codici raxet e aggiornamenti software futuristici.

Lil Miquela è venuta al mondo per difendere i diritti razziali e le LGTBIQ, superare i canoni sterotipati di bellezza ipersessualizzata e sperimentare il superamento dei confini tra la dimensione fisica e quella virtuale.

E’ l’avatar che ha ispirato e dato origine al Metaverso: un mondo ideale fatto di personaggi digitalizzati che vivono e si muovono in uno spazio atemporale. Come dei Sims ma più Cool.

L’importanza di Lil non è stata immediata, bensì legittimata con il tempo: è stata un’artista, influencer di successo, cantante R&B fusion con il singolo “Not Mine”, diventato virale nell’agosto del 2017; l’abbiamo vista nei panni di una super modella alla sfilata di Prada FW18/19 a Milano, dove ha assunto il controllo dell’account Instagram della casa di moda nel corso dello show e indossare brand come Supreme, Chanel, Vetements, Stussy e Acne Studios.

In pochi mesi, Lil Miquela è diventata virale e famosa in tutto il mondo: esperimento riuscito.

Chi è arrivato dopo di lei ha trovato un terreno già pronto ad accogliere questo genere di cosa. Oggi, il panorama della moda sta rapidamente espandendo i suoi orizzonti verso il mondo virtuale con le virtual influencer, i nuovi protagonisti del fashion marketing che popolano il Metaverso.

Secondo alcuni studi, l’industria fashion spenderà circa 15 milioni di dollari all’anno per le influencer marketing entro il 2023. Nel 2019 erano “appena” 8 miliardi.

Foto Sopra: Campagna Balmain con la top model digitale @shudu.gram

Dall’Asia la mania della modelle virtuali

Già da qualche anno, la Cina ha puntato quasi esclusivamente sull’influencer marketing per promuovere i brand e conquistare il mercato globale. In Giappone, dove le virtual influencer hanno preso le sembianze di cartoni manga, il fenomeno si è diffuso maggiormente nel 2020: la pandemia ha aiutato il processo d’espansione. Le sfilate si sono dovute fermare, il mondo digitale ha preso naturalmente il suo posto.

Quale potrebbe essere il futuro delle modelle e influencer digitali?

Da Lil Miquela alle attuali e sempre più numerose virtual influencer, il fenomeno sta diventando via via sempre più ‘reale’, ovvero interagisce più profondamente con il mondo ‘tangibile’. Innanzitutto, i personaggi virtuali hanno un tasso di coinvolgimento più alto rispetto alle tradizionali influencer umane, attirando l’attenzione delle Generazioni Z e avvicinandole sempre di più alla conversione effettiva.

Inoltre, tutti possono “permettersi” una modella o una influencer digitale; o meglio, i brand possono creare personaggi propri e avere un’eccezionale opportunità per raggiungere anche le community più lontane dalla moda e dai social.

I brand possono personalizzare e creare a propria “immagine” le influencer e modelle virtuali, adattandole alle varie esigenze di stile, personalità, contesto e prestazione. Un vero affare.

Di certo non dovrebbe meravigliare la recente notizia che Nike ha acquistato RTFK studios, la piattaforma di moda virtuale, meglio conosciuta per le sue sneakers digitali.

 

E’ nel Metaverso che RTFK fa muovere, letteralmente, i suoi personaggi animati e li fa interagire con le persone reali: Nike è uno dei primissimi brand globali ad averne il controllo in modo autonomo.

Questa mossa aiuterà il colosso americano ad accelerare la sua “trasformazione digitale”, aprendosi anche al mercato delle NFT (i non-fungible token).

Cosa aspettarci, dunque, dal fenomeno delle virtual influencer e models?

Che non saranno di certo un trend momentaneo. You can bet on it.

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