“Voglio essere più famoso della Regina d’Inghilterra” – Warhol
Facebook
Twitter
LinkedIn

Date

Grazie al suo carattere forte, agli impeccabili outfit pastello, la passione per i Corgie, la Regina ha sempre destato grande interesse e fascino nei confronti del mondo dell’arte: gli artisti la hanno rappresentata secondo il proprio linguaggio.

Tutte le volte che la Regina Elisabetta II è stata la protagonista della cultura Pop.

Sulla Sovrana più longeva di sempre è stato detto di tutto: icona di stile, donna all’avanguardia, dalla spiccata personalità.

Grazie al suo carattere forte, agli impeccabili outfit pastello, la passione per i Corgie, la Regina ha sempre destato grande interesse e fascino nei confronti del mondo dell’arte: gli artisti la hanno rappresentata secondo il proprio linguaggio; c’è chi è riuscito ad immortalarla come icona della Pop Art, della musica Punk, oppure in un attimo di calma estrema, con gli occhi chiusi e la tiara.

Come ha detto Andy Warhol in una famosa intervista:

“Voglio essere più famoso della Regina d’Inghilterra”.

Scopri le 10 opere d’arte moderna e contemporanea più iconiche a lei dedicate.

“The Queen” Gerald Scarfe – 1970

Non poteva che essere ironico il ritratto di un fumettista. Questa illustrazione della Regina rappresenta la prima vera caricatura diventata famosa ed esposta nella sala delle stampe e dei disegni della Tate Britain di Londra, visitabile solo su appuntamento.

I suoi lineamenti sono stati volutamente esasperati dal caricaturista politico, mentre HM si mostra aggrappata alla sua iconica borsetta, decorata con la Union Jack.

“God Save the Queen” Jamie Reid – 1977

Jamie Reid è un artista britannico noto soprattutto per le sue opere con le tecniche collage e découpage degli album dei Sex Pistols, compresa la celeberrima cover “God Save the Queen”.

La copertina di “God Save the Queen” ha contribuito a definire l’estetica del movimento punk britannico, grazie all’iconica immagine in b/n della Regina con occhi e bocca coperti da frammenti di lettere anonime.

La deformazione iconoclasta dell’immagine di Elisabetta II è entrata in modo permanente nella sottocultura punk, prima, e nella cultura nazionalistica e pop, poi.

“Queen Elizabeth II of the United Kingdom” Andy Warhol – 1985

Questa vivace opera proviene da una serie realizzata da Andy Warhol nel 1985, intitolata Reigning Queens, che comprendeva anche altre tre donne monarca: La Regina Margarethe di Danimarca, la Regina Beatrice dei Paesi Bassi e la Regina Ntombi dello Swaziland.

Utilizzando un ritratto fotografico del Giubileo d’argento di Sua Maestà del 1977, Warhol impiega lo stesso stile e la stessa tecnica che aveva usato dalla metà degli anni ’70 per immortalare le star del cinema, da Marilyn Monroe a Elizabeth Taylor, ritraendo la regina in quattro campi di colore diversi.

“Queen Elizabeth II” Michael Leonard – 1985

Questo ritratto semplice della Regina con uno dei suoi inseparabili Corgie è ambientato nella Yellow Drawing Room di Buckingham Palace.

E’ stato commissionato dal Reader’s Digest in occasione del 60° compleanno della Regina; l’artista Canadese commentò la scelta stilistica della sua opera così:

“Un ritratto semplice e informale che tenda a minimizzare la lontananza sociale dovuta alla posizione di sua Maestà con la gente comune”.

“The Queen” Justin Mortimer – 1997

Una delle rappresentazioni più singolari di Her Majesty è stata eseguita da Justin Mortimer, che nel 1997 la rappresentò “scomposta”, di verde vestita, su fondo giallo brillante. L’opera venne commissionata ed esposta dalla Royal Society of Arts durante uno dei momenti più difficili del Regno e della Regina: subito dopo la morte di Lady Diana.

L’artista, allora 27 enne, non poté che rappresentarla in modo audace, assolutamente contemporaneo.

“Dreams and Nightmares of the Queen” George Condo – 2006

Quando George Condo presentò la sua tela al mondo, molti sudditi di Sua Maestà si indignarono per l’incredibile somiglianza alle “Cabbage Patch Doll”, famose bambole di pezza americane dalla faccia paffuta e l’espressione bonaria; in realtà l’artista americano prese ispirazione per questo ritratto dal pittore spagnolo Velázquez, anche se non può sembrare evidente.

Il dipinto è esposto alla Tate Modern Gallery dal 2006.

“The Queen at William Hill” Alison Jackson – 2010

La fotografia del 2010 di Alison Jackson è un’ironica presa in giro per l’amore della Regina per le corse dei cavalli.

Spesso fotografata mentre faceva il tifo alle corse dei suoi cavalli al Royal Ascot, la Regina aveva oltre cento esemplari, molti dei quali pluripremiati.

Quindi, dove altro poteva andare la monarca, con tanto di corgi al seguito, per piazzare una scommessa, se non al buon William Hill?

“Queen Ziggy” Banksy – 2012

Mentre tutto il Regno celebrava i 60 anni del Giubileo di Diamante di Sua Maestà Elisabetta II; a Bristol appariva misteriosamente su un muro di Upper Mudlin Street, uno stancyl in bianco e nero realizzato da Banksy.

Il tributo raffigurava la monarca con l’imponente corona e un lampo frastagliato in rosso e blu che le attraversa il viso, proprio come l’iconico fulmine di David Bowie nel personaggio di Ziggy Stardust.

“Lightness of Being” Chris Levine – 2014

Uno dei ritratto più iconici della Regina Elisabetta, la ritrae con gli occhi chiusi, in un’espressione catartica di rilassatezza e dolcezza, eppure il famoso “Lightness of Being” nasce per caso.

Nel 2004 Il Jersey Heritage Trust commissiona all’artista britannico un ritratto della regina. Per realizzarne uno il più possibile autentico, utilizzò un complesso sistema di telecamere a 360°, che riprendevano la Regina in ogni angolazione e con qualsiasi luce.

Mentre il sistema si stava ripristinando, Levine suggerì a sua Maestà di riposare un attimo gli occhi: durante quei secondi, venne catturata in tutta la sua spontaneità e rilassatezza.

“The Queen Elizabeth” Maria De Campos – 2022

Una delle ultime opere prima della morte di sua Maestà appartiene a Maria De Campos.

Con la tecnica del collage e del décupage, l’artista portoghese ha “coperto” una foto della regina all’inizio della sua reggenza, con tagli di giornale, scritte spray e graffiti. L’iconica tiara porta un messaggio fondamentale, che ha caratterizzato il suo regno e la sua imponente personalità: “No al Sessismo”.

More
articles

Join
Pluriverse

Iscriviti alla nostra newsletter

© Pluriverse 2022
Registered office: Via Romaniello 21/B, Napoli (NA), Italy | N. REA: NA 823189
Privacy