‘Uncertain Future’: a Londra la prima mostra di opere NFT
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Beeple è un artista digitale conosciuto per aver introdotto le NFT nel mercato mainstream, attraverso il progetto “Everyday”: una vastissima serie di disegni e rendering pubblicati online ogni giorno, per oltre quattordici anni.

Beeple, l’artista ‘Non fungible token’ ha esposto per la prima volta le sue opere “fisiche

Lunghissima fila e aspettative alle stelle per la prima mostra “fisica” di Beeple alla Jack Hanley Gallery di Londra.

Al secolo Mike Winkelmann, Beeple è un artista digitale conosciuto per aver introdotto le NFT nel mercato mainstream, attraverso il progetto “Everyday”: una vastissima serie di disegni e rendering pubblicati online ogni giorno, per oltre quattordici anni.

La Galleria d’arte contemporanea aveva precedentemente avvisato i cittadini Londinesi sui social con un claim criptico che recitava: “AFFARI IN VISTA”.

Sì, perché di affari si tratta, prima che di arte: Beeple vende quotazioni delle sue opere su NTF – i non fungible token, e a seconda dei punti di vista può essere considerato un genio o un grandissimo venditore di fumo.

Beeple ha chiesto alla Jack Hanley Gallery di non fare alcun tipo di pubblicità; ma la notizia è trapelata con un passaparola che ha generato un forte eco, soprattutto perché ai primi 200 visitatori l’artista digitale ha promesso un poster autografato.

La mostra “Uncertain Future” è incentrata sulla visione dispotica legata allo strapotere dei Big Tech e delle multinazionali, come Amazon, Netflix e Google; volti di personaggi come Jeff Bezos e Mark Zuckerberg sono al centro di diversi dipinti ad olio in ambientazioni post-apocalittici surreali (si spera).

Altre opere includono stampe su supporti in alluminio, e tutte, manco a dirlo, sono accompagnate dal prezzo in NFT: opere “fisiche” e digitali si comprano insieme.

Ha spiegato l’artista:

“Questa mostra spera di stimolare un dialogo sul ruolo smisurato delle grandi aziende tecnologiche nelle nostre vite e su come questo *potrebbe* svolgersi in futuro.

Poiché continuiamo a essere complici dell’uso di questi servizi, queste aziende e i loro fondatori hanno un impatto crescente su molti aspetti di come apparirà la nostra società in futuro. I temi della fantascienza che si trovano in queste opere sono presentati in modo ironico, ma hanno anche lo scopo di far luce sulle tendenze reali che si stanno verificando oggi. Man mano che i progressi tecnologici in settori disparati dell’economia si combinano, questo avrà un effetto moltiplicatore e le conseguenze apparentemente bizzarre e non intenzionali della tecnologia diventeranno un fattore sempre crescente nella vita moderna”

Iniziata lunedì, 14 Marzo, il finissage è schedulato per Sabato 19.

CHI E’ BEEPLE?

Beeple è un ingegnere e informatico 41enne salito agli onori della cronaca nel 2021, quando l’NFT dell’opera “Everydays: the First 5000 days” è stata venduta alla cifra stellare di 69 milioni di dollari da Christie’s, famosa casa d’asta londinese.

Polticizzato e irriverente, le sue opere sono spesso volgarmente buffe, come i recenti exploit contro Putin o la famosa opera raffigurante Abraham Lincoln che sculaccia un Donald Trump nudo; il suo linguaggio artistico non è percepito come divisivo, piuttosto sempre a metà tra il serio e il faceto.

La sua fortuna come artista digitale è stata anche un corposo seguito online, un account Instagram da oltre due milioni e mezzo di Fan e un canale Discord, talmente popolare da innescare un’asta-truffa da parte di un gruppo di Hacker, che ovviamente non ha fatto che aumentarne l’Hype.

Gli NFT e l’Arte

Gli NFT si impongono all’attenzione di tutto il mondo l’11 Marzo 2021 – come abbiamo già detto in precedenza – quando l’asta organizzata da Christie’s vende “Everydays: The First 5000 Days” per 69 milioni di dollari, facendola balzare al sesto posto della classifica delle opere d’arte più costose di tutti i tempi. La notizia fa rapidamente il giro del mondo, con conseguente tripudio di articoli a tema NFT e generalizzato scetticismo da parte dell’opinione pubblica.

Tradotto in soldoni, il Non Fungible Token è un “gettone” virtuale con cui si può acquistare un determinato servizio, e se si tratta di arte, significa acquisire un certificato di proprietà di un dato oggetto.

Questo oggetto può avere un proprietario per volta o molti azionisti; tuttavia una precisazione è d’obbligo: quando qualcuno compra un NFT di un’opera d’arte o altri beni mobili, non sta comprando il file digitale, gif o jpeg che sia e non sta comprando un’opera d’arte digitale.

Comprando un’opera NFT, l’unica cosa tangibile è un certificato di proprietà che linka a un file digitale contenente una copia di autenticità. A meno che non sia specificato, l’atto di vendita non implica l’acquisto dei diritti commerciali sull’opera digitale. Ricapitolando: con l’acquisto di un NFT si entra in possesso di un certificato di proprietà registrato sulla blockchain, legato a una copia dell’opera digitale.

L’artista spesso invia al compratore una versione in alta qualità del file, o altri extra, in alcuni casi una copia fisica dell’opera, ma non è una regola scritta su pietra.

Per comprendere e apprezzare maggiormente il fenomeno degli NFT è opportuno abbandonare il retropensiero che qualcosa di immateriale ha meno valore di qualcosa di tangibile e collocabile nello spazio.

L’idea è chiaramente radicata in tutti noi per quel che concerne, in questo caso, l’acquisto di opere d’arte. Se solo provassimo a spostare l’attenzione sulle cose che non possiamo toccare, eppure hanno un valore inestimabile per tutti, come la musica, la cultura, le storie e le idee, tutto questo – forse –  avrebbe maggiormente senso.

Quale impatto sta avendo questo fenomeno sul mondo dell’arte?

Artisti che fino a poco fa non guadagnavano nulla o quasi dalle vendite delle proprie opere, ora riescono a vivere – talvolta più che bene – della propria arte: questo è certamente una delle sue conseguenze più impattanti.

Oltre a questo, c’è da dire che chi insegue e acquista opere NFT non lo fa in quanto appassionato d’arte, anzi. Molti collezionisti di NFT non hanno alcun interesse né gusto artistico: sono semplicemente investitori in criptovalute che cerano un altro modo per arricchirsi.

Questo genera un appiattimento dal punto di vista artistico a favore di un privilegio prettamente utilitaristico.

 

TESTO: Manuela Palma

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