5 Artisti Queer che stanno rivoluzionando l’Arte Contemporanea
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La loro arte sfida le attuali concezioni riguardanti l’identità, aprendo la strada ad un futuro più consapevole, palesando una realtà multi-sfaccettata che abbiamo sempre visto da un punto di vista unilaterale.

Con talento e passione, questi artisti interpretano la vita da Trans attraverso modi e mondi diversi.

Lavorando con diversi linguaggi artistici, tra cui la fotografia, la performance, i video, la scultura o la pittura, questi artisti condividono le loro storie ed esperienze, i traumi, il loro passato e le speranze per il futuro rivelando alla coscienza culturale e al mondo cosa significa veramente essere Queer.

La loro produzione artistica sfida le attuali concezioni riguardanti l’identità, aprendo la strada ad un futuro più consapevole, palesando una realtà multi-sfaccettata che abbiamo sempre visto da un punto di vista unilaterale.

I seguenti cinque artisti stanno contribuendo a cambiare radicalmente il panorama dell’arte contemporanea.

Per nostra fortuna.

Cassils – Performance

 

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Artista e body builder transgender, Cassils fa del proprio corpo il materiale e il protagonista assoluto della sua performace art.

Il suo lavoro contempla la storia della violenza, della lotta, della rappresentazione viva della sopravvivenza in quanto LGBTQIA+.

Per Cassils la performance è una forma di scultura sociale.

Partendo dall’idea che i corpi si formano in relazione alle forze del potere e alle aspettative sociali, le sue rappresentazioni indagano sul contesto nel quale si muove il presente, esprimendosi in reali sforzi fisici, dove il materiale umano viene sollecitato e messo sotto sforzo per esprimere se stesso.

 

Zanele Muholi – Fotografia

 

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Artista, fotografa ma soprattutto attivista per i diritti LGBTQIA+ africana, Zanele Muholi denuncia la violenza razziale e le discriminazioni verso le persone appartenenti alle minoranze di gender, in Sudafrica.

Ogni suo scatto lancia una sfida contro gli stereotipi dominanti nella società africana, ma lo fa con un’eleganza da rendere ogni fotografia una dolce ipnosi.

Zanele racconta con delicatezza i momenti e d’amore e d’intimità della comunità LGBTQIA+, con amari riferimenti agli eventi traumatici che segnano profondamente le loro vite.

Il suo lavoro dà voce a chi non ne ha, rivelando una triste condizione ignorata da tutti.

Salman Toor – Pittura e Scultura

 

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Salman Toor è un artista figurativo nativo pakistano, residente a NY.

Le sue opere ritraggono momenti intimi e quotidiani di giovani Queer, inseriti nella cultura cosmopolita contemporanea.

I suoi dipinti oscillano tra il senso di spensieratezza alla profonda tristezza, dal seducente allo struggente, dall’invitante all’inquietante: tutte condizioni emotive che la comunità LGBTQIA+ alterna continuamente, quotidianamente.

Salman crea rappresentazioni disarmanti di ambienti domestici familiari, nel quale si muovono personaggi marginalizzati, in sicurezza e comfort; in altri, crea spazi ostili, infondendo un senso di pericolosità e apprensione.

La sua arte esamina e denuncia la vulnerabilità e il divario tra vita pubblica e privata delle minoranze di gender, rivelando un’esistenza profondamente relazionata quando riunita; profondamente smarrita quando costretta a rapportarsi con l’alterità del contesto pubblico.

Julie Mehretu – Pittura

 

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“Non penso al linguaggio architettonico come una metafora sullo spazio, ma sugli spazi di potere, sulle idee di potere”.

Mehretu è un’artista contemporanea affermata e riconosciuta in tutto il mondo. In quanto lesbica, si è espressa schierata a sostegno della comunità LGBTQIA+, diventando un simbolo di emancipazione e coraggio.

Le sue tele reinterpretano l’arte astratta per le nuove generazioni: le linee non sono distribuite in modo statico, bensì sfruttano lo spazio per muoversi liberamente.

La pittura di Julie Mehretu allude a un nuovo paradigma del movimento, per esternalizzare una prospettiva-retrospettiva del mondo esterno, osservandola in tutta la sua bellezza caotica, la sua frammentazione e la sua rovina.

Laura Aguilar – Fotografia

 

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“Nei miei scatti ci sono le realtà che la società ha sempre cercato di nascondere”

Laura Aguilar è stata una fotografa e attivista latino americana, che per prima ha immortalato donne lesbiche, queer, trans opppure in sovrappeso: gruppi sociali di solito invisibili nelle opere della cultura ufficiale.

Il  suo lavoro è intimo e toccante: gli scatti di corpi opulenti, nudi e contestualizzati in ambienti naturalistici riflettono la realtà senza abbellimenti, imperfetta e autentica, così com’è.

Aguilar ha sempre voluto trasmettere un latente rifiuto verso i canoni di bellezza dell’era moderna, rappresentando l’esperienza umana in modo compassionevole, attraverso le storie visive di persone che rimangono ai margini: vittime di body shaming, discriminazioni razziali o sociali.

 

Il mondo dell’arte ha tardato a scoprire e trattare il pluridecennale campo interdisciplinare degli studi transgender. Rispetto alle altre espressioni culturali come la letteratura, il cinema o il teatro, le arti figurative hanno sempre e solo “sfiorato” il tema delle minoranze di gender.

Prendiamo per esempio The Art Journal, considerata una delle riviste più autorevoli del mondo dell’arte. Mostre, eventi rilevanti, articoli e notizie: è tutto riportato tra le pagine di questo semestrale, nato nel 1941.

Fa riflettere che dall’anno della sua fondazione, fino al marzo 2021 –  il termine “transgender” è apparso in soli trenta sei articoli o recensioni, con tre casi di “non-binary” e cinque di “transsexual”; mentre le “queer” sono presenti 135 volte.

La riluttanza della storia dell’arte a occuparsi di storie e argomenti Queer non è dovuta alla mancanza di artisti: gli artisti contemporanei hanno realizzato opere che danno forma alla politica e alle emozioni dell’esperienza transgender, non binaria e intersessuale in modi entusiasmanti.

Sono in prima linea nella visibilità trans e il loro lavoro è stato più spesso discusso in altri campi come gli studi sulla performance.

TESTO: Manuela Palma

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